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the real film geek

Archivio per Giugno 2007

Il venditore di armi

Pubblicato da mad283 su Venerdì 29 Giugno 2007

Immaginate di dover rompere il braccio a qualcuno.
Destro o sinistro, non importa. Il punto è che dovete romperlo, perché se no… be’, nemmeno questo importa. Diciamo che se non lo fate vi succederanno brutte cose.
Ora, la mia domanda è questa: rompete il braccio in fretta (snap, ahi!, scusi, mi permetta di aiutarla con questa stecca di fortuna), oppure trascinate la faccenda per otto minuti buoni, aumentando di tanto in tanto la pressione a dosi minime, finché il dolore diventa rosa e verde e caldo e freddo e del tutto insopportabile, da ululare?
Appunto. Ovvio. La cosa giusta da fare, l’unica cosa da fare, è concludere alla massima velocità possibile. Rompere il braccio, offrire un brandy, fare il bravo ragazzo. Non possono esserci altri risposte.
A meno che.
E se odiaste la persona alla quale è attaccato il braccio? Se la odiaste proprio sul serio?

Hugh Laurie, “Il venditore di armi” (Marsilio, 2007).

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The Ventures Revolution

Pubblicato da mad283 su Sabato 23 Giugno 2007

Chi ha avuto la sfortuna di vedere il terrificante “Amazing Lives of the Fast Food Grifters” di Mamoru Oshii al Festival di Venezia 2006 e non si è addormentato prima, ha sentito il narratore dire che nella seconda metà degli anni Settanta la calata in Giappone della band statunitense dei Ventures ha rivoluzionato la musica nipponica.
I Ventures sono stati uno dei più apprezzati combo degli anni Sessanta – ossia un quartetto composto da due chitarre soliste, un basso e una batteria, senza tastiere né voce. La loro musica – a tratti commerciale, a tratti sperimentale, sempre tecnicamente eccellente – ha influenzato gente come gli Who, Gene Simmons, George Harrison, Peter Frampton, Max Weinberg, Aerosmith, Steely Dan, Eagles
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Cannes e dintorni

Pubblicato da mad283 su Martedì 19 Giugno 2007

E’ finita ieri la rassegna che ha presentato a Milano (ma anche a Roma) alcuni dei film presentati nelle varie sezioni dell’ultimo Festival di Cannes, la prima che riesco a seguire decentemente da tre anni a questa parte. E prima o poi mi riuscirà anche di andare al Festival di Cannes quello vero…
Comunque, ne approfitto per rendere pubblico il mio personalissimo cartellino, mettendo in fila i film dal migliore al peggiore, tra sorprese e delusioni, amici e nemici, belle tipe che non la danno e sedicenni che la darebbero ma non voglio finire in galera…

Le scaphandre et le papillon“, dramma di Julian Schnabel: 9.
Un capolavoro, tratto dalla vera storia dell’ex caporedattore di ‘Elle’ e premiato come miglior regia. Può ricordare il bellissimo “Mare dentro” di Amenabar ma assomiglia forse più a “E Johnny prese il fucile” di Dalton Trumbo, con il protagonista paralizzato a letto. Questo riesce comunque ad essere ancor più emozionante. Ed è girato davvero bene, confermando il talento visivo di Schnabel (che di mestiere fa il pittore). Uscirà distribuito da Bim. Leggi il seguito di questo post »

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Quelle che…

Pubblicato da mad283 su Domenica 10 Giugno 2007

Quelle che giudicano un uomo dalla circonferenza dei bicipiti.

Quelle che giudicano un uomo dalla lunghezza dell’uccello.

Quelle che giudicano un uomo dal conto in banca.

Quelle che fanno tutte e tre queste cose.

Quelle che guardano i vestiti di un uomo prima del viso.

Quelle che invece di ragionare col cervello ragionano con un’altra parte del corpo, come i peggiori degli uomini.

Quelle che credono di essere sulla cima del mondo e invece sono nella valle più profonda della Terra.

Quelle che “sì, dai: usciamo insieme, però non lo deve sapere nessuno”.

Quelle che “ti comporti così perché tu le donne le odi”.

Quelle che “ti comporti così perché sei solo un moralista del cazzo”.

Quelle che “ti comporti così perché sei un represso”.

Quelle che quando hanno il ciclo se ne accorge tutto il mondo.

Quelle che se la sera prima il fidanzato non le ha scopate se ne accorge tutto il mondo.

Quelle che in pubblico sono una persona e in privato una persona completamente diversa, di solito insopportabile.

Quelle che “Quelle di Sex & the City…”.

Quelle che non sono capaci di passare mezza giornata senza parlare di sesso.

Ecco: tutte queste donne, perché non si levano dai coglioni e lasciano spazio alle donne vere?

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Priceless

Pubblicato da mad283 su Giovedì 7 Giugno 2007

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My Life in Pictures (2)

Pubblicato da mad283 su Domenica 3 Giugno 2007

Ok, è comodo dire di assomigliare al personaggio più figo della storia della televisione. E’ molto comodo, ma anche molto rischioso, perché è molto facile che chi legge mandi a cagare chi scrive… Però, nel mio caso è anche molto vero.

Il dottor Gregory House è uno “contro” per definizione, ma non per vocazione. In realtà il dottor House se ne frega degli altri, di tutti gli altri, e fa come gli pare. Io pure. O meglio: me ne frego di quello che pensano gli altri, chiunque siano “gli altri”. Me ne frego se gli altri approvano o meno quello che faccio, lo faccio e basta perché è la mia, di vita, e nessuno ha diritto di dirmi come viverla. Se vado seguendo la corrente, bene; se vado contro corrente, bene ugualmente: non è l’approvazione degli altri quella che cerco, e in realtà quando la trovo non so mai come reagire.
Il dottor House preferisce non avere a che fare con gli altri, preferisce starsene per conto proprio ma non riesce mai ad avere un momento di privacy anche se per stare da solo si nasconde spesso nei luoghi più improbabili del Princeton-Plainsboro Teaching Hospital. Io pure. A me piace molto starmene da solo a pensare senza avere a che fare con gli altri, ma alla fine ho sempre mille persone che mi girano intorno. E purtroppo, ho un solo luogo in cui nascondermi quando voglio andare in camera di decompressione.
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