American Gods


American Gods“Venendo in America la gente ci ha portato con sé. Hanno portato me, Loki e Thor, Anansi e il Dio-Leone, leprecauni, coboldi e banshee, Kubera e Frau Holle e Astaroth, e hanno portato voi. Siamo arrivati fin qui viaggiando nelle loro menti, e abbiamo messo radici. Abbiamo viaggiato con i coloni, attraversato gli oceani, verso nuove terre.
“Questa terra è sconfinata. Ben presto la nostra gente ci ha abbandonato, ricordandosi di noi soltanto come creature del paese d’origine, creature che credevano di non aver portato nel nuovo mondo. I nostri fedeli sono morti, o hanno smesso di credere in noi, e siamo stati lasciati soli, smarriti, spaventati e spodestati, a cavarcela con quel poco di fede o venerazione che riuscivamo a trovare. E a sopravvivere come meglio potevamo.
“E così abbiamo fatto, siamo sopravvissuti tenendoci ai margini, senza dare nell’occhio.”Ammettiamolo, esercitiamo una ben scarsa influenza. Li deprediamo, li derubiamo, e sopravviviamo; ci spogliamo, ci prostituiamo e beviamo troppo; lavoriamo alle pompe di benzina e rubiamo e truffiamo e viviamo nelle crepe ai margini della società. Vecchi dèi, in questa nuova terra senza dèi.”
“Adesso, come avete avuto modo di scoprire da soli, in America stanno nascendo nuovi dèi che crescono sopra nodi di fede: gli dèi delle carte di credito e delle autostrade, di Internet e del telefono, della radio e dell’ospedale e della televisione, dèi fatti di plastica, di suonerie e di neon. Dèi pieni di orgoglio, creature grasse e sciocche, tronfie perché si sentono nuove e importanti.
“Sono consapevoli della nostra esistenza, ci temono e ci odiano” continuò Odino. “Vi ingannate, se credete che non sia così. Ci distruggeranno, se glielo permetteremo. È tempo per noi di unire le forze. È tempo di agire.”

Neil Gaiman, “American Gods” (Mondadori, 2003).

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Categorie: Libri | Tag: , | 7 commenti

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7 pensieri su “American Gods

  1. Mi sa che lo leggo sto libro! Mi ha incuriosito.
    Ma visto che è il primo di “gaiman scrittore di libri” parto da qui?
    Mi autorizzi tu?

  2. Io lo sto leggendo adesso, e mi sta piacendo molto. L’ho iniziato senza sapere praticamente niente della storia, ma è molto interessante ed è scritto davvero bene.
    Di suoi libri io avevo già letto “Coraline”, che è una fiaba per bambini, e non è male neanche questo anche se non bellissimo.
    Ma per quello che ho letto finora del libro, “American Gods” da leggere assolutamente!

  3. Ma se io osassi dire che Gaiman mi annoia non di rado, verrei bandito dal jet set?

  4. Neanch’io sono un fan dei suoi fumetti, sono troppo intellettualoidi per i miei gusti. Se consideri che il mio sceneggiatore preferito è Garth Ennis e l’Alan Moore che preferisco è quello di “Top Ten” (a parte “V for Vendetta”, straordinario) hai un’idea di quali fumetti mi piace leggere. Però il Gaiman romanziere mi piace parecchio. Non che abbia letto molto, appunto, ma se “American Gods” non cede nella seconda metà di sicuro mi procuro anche “Stardust” (peraltro illustrato dal sontuoso Charles Wess).

  5. Così non vale…
    il jet set non è allineato
    Ed io, oramai, l’ho comprato il libro.
    In qualche modo dovevo spendere dei soldi.
    Terrò viva la discussione leggendo

  6. Hai fatto bene: è sempre giusto spendere per le cose serie. Guarda me: ho speso un sacco di soldi per le donne e le macchine veloci, ma tutti gli altri invece li ho sperperati…

    Comunque il libro è bello. Si prende un sacco di pause nel racconto principale (di qui le 500 e rotti pagine), ma mi sembra decisamente bello.

  7. Era il 10 agosto 2008 quando ho postato questo estratto, ed era il 2 gennaio 2009 quando ho finalmente finito il libro. Nel frattempo ho letto altri quattro romanzi, prima di riuscire ad arrivare alla fine del libro di Gaiman. Peccato, perché la prima metà mi piaceva molto, ma poi ha iniziato a perdere troppo tempo con parentesi e aneddoti che non servono a nulla nello sviluppo della trama e allora il mio interesse è scemato fino a scomparire. Arrivato alla fine, non poteva interessarmi di meno la sorte del protagonista e del mondo intero. Francamente, ho dei dubbi sul se e sul quando mi metterò a leggere altri romanzi di Neil Gaiman.

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