Borghesucci e pure fighetti


Il termine “bobos” è stato coniato dal canadese David Brooks, giornalista del New York Times che nel 2000 ha dato alle stampe il libro “Bobos in Paradise: The New Upper Class and How They Got There“. I “bobo” del titolo sono in pratica il corrispettivo anni ’90 degli yuppies del decennio precedente, una nuova classe media piuttosto borghese che non ha mai nulla da ridire contro chi comanda, che si professa apertissima nei confronti delle opinioni altrui, e soprattutto che spende e spande per oggetti esotici ma virtualmente inutili e che crede fortemente nella meritocrazia e nell’American Way of Life. Il termine nasce dalla contrazione dei termini “bourgeois” e “bohemian“, e secondo Brooks è perfetto per etichettare quelli che sono in pratica i figli di un ideale matrimonio tra l’idealismo liberale degli anni ’60 e l’edonismo reaganiano degli anni ’80.
Come tutte le cose negative degli Stati Uniti, anche questa è arrivata in Europa e ha fatto proseliti. E come sempre, siamo persino riusciti a peggiorarla. Questo perché non esistendo in Europa una vera upper-middle class, i bobo sono in pratica nati da famiglie poco più che proletarie e cercano in tutti i modi di darsi un tono finendo per essere le persone più scialbe e insopportabili del mondo (dopo le gatte morte, ma questa è un’altra storia). I bobo europei sono in pratica degli sfigati convinti che non si perdono un vernissage e partecipano ad un aperitivo dietro l’altro convinti di essere alla moda, che si riempiono la casa di oggetti esotici ma sostanzialmente inutili, che idolatrano personaggi di cui sanno a malapena scrivere il nome e che sostanzialmente non hanno un’opinione propria fino a quando qualcun altro non gliela suggerisce.

Per quanto l’Italia sia piena di bobo del ceppo europeo, la maggior parte di loro vive in Francia, in particolare a Parigi, che d’altra parte è per definizione la patria della vie bohème. Non è un caso che nel 2006  il cantante parigino Reanud abbia dedicato loro una canzone, che li prende in giro e ce li spiega meglio. E che ci fa capire come in fondo anch’io faccia parte del gruppo… E pure voi!

On les appelle bourgeois bohêmes
Ou bien bobos pour les intimes
Dans les chanson d’Vincent Delerm
On les retrouve à chaque rime
Ils sont une nouvelle classe
Après les bourges et les prolos
Pas loin des beaufs, quoique plus classe
Je vais vous en dresser le tableau
Sont un peu artistes c’est déjà ça
Mais leur passion c’est leur boulot
Dans l’informatique, les médias
Sont fier d’payer beaucoup d’impôts

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Ils vivent dans les beaux quartiers
ou en banlieue mais dans un loft
Ateliers d’artistes branchés,
Bien plus tendance que l’avenue Foch
Ont des enfants bien élevés,
Qui ont lu le Petit Prince à 6 ans
Qui vont dans des écoles privées
Privées de racaille, je me comprends
Ils fument un joint de temps en temps,
Font leurs courses dans les marchés bios
Roulent en 4×4, mais l’plus souvent,
préfèrent s’déplacer à vélo

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Ils lisent Houellebecq ou Philippe Djian,
Les Inrocks et Télérama,
Leur livre de chevet c’est surand
Près du catalogue Ikea.
Ils aiment les restos japonais et le cinéma coréen
passent leurs vacances au Cap-Ferret
La côte d’azur, franchement ça craint
Ils regardent surtout ARTE
Canal+, c’est pour les blaireaux
Sauf pour les matchs du PSG
et d’temps en temps un p’tit porno

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Ils écoutent sur leur chaîne hi fi
France-info toute la journée
Alain Bashung, Françoise Hardy
Et forcement Gérard Manset
Ils aiment Desproges sans même savoir
que Desproges les détestait
Bedos et Jean Marie Bigard,
même s’ils ont honte de l’avouer
Ils aiment Jack Lang et Sarkozy
Mais votent toujours Ecolo
Ils adorent le Maire de Paris,
Ardisson et son pote Marco

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

La femme se fringue chez Diesel
Lui c’est Armani ou Kenzo
Pour leur cachemire toujours Nickel
Zadig & Voltaire je dis bravo
Ils fréquentent beaucoup les musées,
les galeries d’art, les vieux bistrots
boivent de la manzana glacée en écoutant Manu Chao
Ma plume est un peu assassine
Pour ces gens que je n’aime pas trop
par certains côtés, j’imagine…
Que j’fais aussi partie du lot

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Li chiamano “borghesi bohemien”
O meglio “bobo”, per gli amici.
Nelle canzoni di Vincent Delerm
Li troviamo ad ogni rima.
Sono una nuova classe sociale,
A metà tra i borghesi e i proletari,
Tipo la classe media, ma più eleganti.
Provo a dipingervi il loro ritratto.
Sono un po’ artisti, ma questo si sa,
Ma è il loro lavoro la loro vera passione.
Nell’informatica, nei media…
Sono fieri di pagare tasse così alte.

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Vivono nei quartieri migliori,
O in periferia, però in un attico.
Frequentano gli studi di artisti alla moda,
Che fanno più tendenza di Avenue Foch.
Hanno dei bambini ben educati,
Che hanno letto “Il piccolo Principe” a 6 anni,
Che frequentano scuole private.
Private della plebaglia, intendo.
Si fanno uno spinello di tanto in tanto,
Fanno la spesa nei mercati bio,
Vanno in giro in 4×4, ma ancor di più
Preferiscono spostarsi in bici.

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Leggono Houellebecq o Philippe Djian,
Les Inrocks e Télérama,
Sul comodino hanno un libro su Surand,
Vicino al catalogo dell’Ikea.
Amano i ristoranti giapponesi e il cinema coreano.
Passano le vacanze a Cap–Ferret,
La Costa Azzurra, francamente fa paura.
Guardano soprattutto ARTE.
Canal+, invece, è per i buffoni,
A parte le partite del Paris Saint-Germain
E ogni tanto per un piccolo porno.

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Ascoltano con lo stereo
France Info tutto il giorno,
Alain Bashung e Françoise Hardy,
E ovviamente Gérard Manset.
Amano Desproges, senza neanche sapere
Che Despronges invece li detesta.
Guy Bedos e Jean-Marie Bigard,
anche se è una cosa di cui vergognarsi.
Amano Jack Lang e Sarkozy,
Ma poi votano sempre per i Verdi.
Adorano il Sindaco di Parigi,
Thierry Ardisson e il suo compare Marc-O.

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

La donna si veste da Diesel,
Lui da Armani o da Kenzo.
I maglioni sempre da Nickel,
Zadig & Voltaire e vi dico bravi.
Frequentano molto i musei,
le gallerie d’arte, i vecchi bistrot.
Bevono manzana ghiacciata e ascoltano Manu Chao.
La mia penna è un po’ assassina
Per questa gente che non mi piace per nulla.
Ma da un certo punto di vista, temo…
Di far parte anch’io del loro gruppo.

Les bobos, les bobos
Les bobos, les bobos

Ma la cosa veramente triste di tutto questo, è che i francesi hanno un cantastorie come Renaud, noi invece abbiamo DJ Frangetta

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Categorie: Musica, Nel mondo | Tag: , , , | Lascia un commento

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