Benvenuti nel XXI Secolo


E così, la Sinistra ha perso le elezioni. Un’altra volta. Ma come diavolo è possibile? Be’, a dir la verità se lo chiedete a Bersani vi dirà che in realtà hanno vinto loro, ma se lo chiedete a un suo elettore che cosa vi risponderà? Perché hanno perso? Ci sono buone se non ottime possibilità che la risposta giri intorno al concetto che «la gente è stupida». “La gente”, beninteso, non comprende mai la persona cui avete posto la domanda. Questa è la ragione principale per cui la Sinistra ha perso. Non il fatto che la gente sia stupida, ma che «la gente è stupida». È questo implicito concetto di superiorità, comune agli elettori come anche agli esponenti della Sinistra (e non solo) italiana della Seconda Repubblica, che ha impedito loro di fare anche solo il minimo indispensabile per vincere.
È come quando comprate un nuovo aggeggio elettronico che non avete mai usato ma siete sicuri di saperlo usare: non avete bisogno di leggere le istruzioni, perché voi sapete usarlo. Eppure non funziona. Ecco, questo è quello che è successo alla Sinistra italiana della Seconda Repubblica: era così convinta di essere superiore (perché più preparata, più onesta, più seria, più…) da ritenere che non ci fosse nemmeno bisogno di convincere gli elettori a votare per lei, perché la differenza era tale che la gente non avrebbe potuto non notarla e quindi avrebbe votato di conseguenza. E invece non l’ha fatto. Se non l’ha fatto, se la gente non ha votato per me, è sicuramente perché l’ho sopravvalutata, non è mica possibile che abbia sopravvalutato me stesso, non scherziamo: io sono più preparato, più onesto, più serio, più… Quindi la gente non mi ha votato perché è stupida, non c’è altra soluzione. Non c’è nessun altro possibile motivo. Autocritica, razza bastarda! Per carità, ci siamo passati tutti, almeno una volta nella vita se non tre o quattro: l’aggeggio elettronico non funziona perché è rotto, mica perché non so dove inserire le pile. Ci siamo passati tutti, almeno una volta. Ma ogni singola volta, in vent’anni di vita? La gente è proprio stupida…

O forse no. Forse, semplicemente ma non meno colpevolmente, non ci siamo resi conto che il nostro nuovo lavamoquette che abbiamo tanto desiderato non funziona perché l’abbiamo tanto desiderato che ci abbiamo messo vent’anni a comprarlo, e nel frattempo abbiamo sostituito la moquette con un bel parquet. Ecco, è questa la situazione della Sinistra italiana della Seconda Repubblica: dopo vent’anni non si è ancora resa conto che il modo politico della Seconda Repubblica – quello dei politici come quello degli elettori – è completamente diverso da quello della Prima, e per affrontarlo servono strumenti nuovi perché quelli vecchi non funzionano più. Anzi, peggio ancora: gli strumenti vecchi fanno danni.

La ridicola domanda che negli ultimi mesi i giornalisti hanno spesso rivolto ai giovani candidati del MoVimento 5 Stelle – «Dove vi siederete, quando entrerete in parlamento?» – in realtà è di una tristezza infinita, perché denuncia tutta l’inadeguatezza di chi quella domanda la sta ponendo, è un grido di aiuto a pieni polmoni da parte di chi non ha la più pallida idea di dove situare il M5S all’interno della sua concezione bipolare della politica, di chi non sa se il M5S è di Destra o di Sinistra. Di chi non si è ancora accorto che la politica della Seconda Repubblica non è più fatta di Destra contro Sinistra, ma di tante individualità contrapposte. È l’evoluzione delle cose, il tempo che passa. Moltissimi elettori, ormai, la Prima Repubblica non l’hanno mai vista, sono cresciuti senza conoscere direttamente quella concezione di politica, quel modo di intendere e analizzare la politica. Per moltissimi elettori le parole “comunista” e “fascista” hanno i volti solamente di Stalin e Hitler, non quelli di Berlinguer e Rauti. Semplicemente perché questi ultimi non li hanno mai visti. Per loro Destra e Sinistra sono due concetti ereditati, conosciuti solo per sentito dire. Il PDL è un partito di destra perché è composto da gente che ha vissuto la Prima Repubblica e si è inquadrata in quello schema di pensiero, ma il suo elettorato no. Il PDL raccoglie voti da quelli che trent’anni fa avrebbero votato (e magari hanno votato) MSI, DC, PSI, Repubblicani, forse persino Radicali… E così fanno e hanno fatto tutte le forze politiche nate nella Seconda Repubblica. Tutte, al di là delle alleanze di comodo per raccogliere voti, erano e sono svincolate dalla logica della Destra e della Sinistra, logica che non appartiene più a questa politica.

La politica dei partiti, soprattutto quella dei grandi partiti e delle grandi ideologie, è finita vent’anni fa, è finita con Tangentopoli. Si è trascinata moribonda fino ad oggi perché in Italia i cambiamenti hanno sempre bisogno di ere geologiche per compiersi, ma queste ultime elezioni le hanno dato il colpo di grazia. Da ora in poi è accanimento terapeutico. Il Partito Democratico è l’ultimo grande partito rimasto in Italia (quello di Grillo è un movimento e il PDL anche se formalmente è un partito sappiamo bene come in realtà non lo sia), e quello che i suoi esponenti e ancor di più i suoi elettori vedono come una nota di merito e una dimostrazione di superiorità, dagli elettori non mossi da alcuna ideologia politica risalente al passato è visto come un enorme difetto. L’idea che un politico “cresca” all’interno di un partito, che ne venga plasmato, per quanto sia positivo perché insegna al politico a fare il suo mestiere, è contrario alla concezione della politica che hanno gli elettori della Seconda Repubblica. Non si fa più politica per difendere un’ideologia secolare, si fa politica per difendere e promuovere le nostre idee (perché le nostre idee sono giuste e gli altri non capiscono un cazzo, ma questo è un altro discorso…). Difendere delle idee che ti sono state inculcate da altri è inaccettabile.
Non è un caso che i pochi grillini che hanno risposto, tra il serio e faceto, alla ridicola domanda di cui sopra abbiano detto che si sarebbero messi «dietro». Ossia, all’esterno dei partiti e della loro concezione di politica. Al di sopra di essi. Al di sopra perché, come suggerito poche righe fa, in realtà il difetto principale della nuova politica è lo stesso di quella vecchia: noi abbiamo ragione e loro torto, per definizione. Lo stesso identico difetto, pur partendo da una posizione diametralmente opposta. Esattamente come Destra e Sinistra hanno gli stessi identici difetti pur partendo da posizioni diametralmente opposte. Ma ovviamente se glielo si dice, si incazzano tutti come delle bestie…

Resta il fatto che questa venutasi a creare, è una situazione che molti di quelli che arrivano dalla Prima Repubblica, soprattutto a Sinistra, non hanno capito. Anzi, non hanno proprio notato. Ed è proprio questa loro inadeguatezza ad aver dato il via libera agli altri. Prima portando Berlusconi a correre da solo per vent’anni a causa delle ridicole scelte compiute al momento di decidere chi opporgli, poi diventando il proverbiale piatto d’argento su cui Grillo ha servito la portata della “giurassicità” dei vecchi partiti. Sono due situazioni generate dallo stesso problema: l’incapacità di capire che non siamo più ai tempi della Guerra Fredda, che non è più “noi contro di loro” ma “io contro tutti”; l’incapacità di rendersi conto che la concezione della politica è oggi totalmente diversa da quella che loro hanno sempre avuto. Non peggiore o migliore, non è una questione di qualità: è semplicemente (ma enormemente) diversa.

In realtà, però, non si può non considerare che buona parte degli elettori sono stati ereditati dalla Prima Repubblica. I discorsi fatti finora valgono solo per quelli “nuovi”. E allora, questi altri perché continuano a votare come votano nonostante tutto quello che è successo? Anche qui, la domanda sottintende un implicito senso di superiorità. Chi la pone, infatti, non ha mai pensato di non votare per il proprio partito, e non prenderebbe mai in considerazione la possibilità di farlo. Qualsiasi cosa succeda. Eppure non si capacita del fatto che “gli altri” ragionino allo stesso modo. Perché gli altri non sono come noi, noi non siamo quella roba là. Ma non è vero, sono la stessa cosa. Esattamente la stessa cosa: sono lo zoccolo duro.
Lo zoccolo duro l’ha avuto qualunque forza politica nella storia della nostra Repubblica, e lo avranno sempre anche in futuro. Ce l’aveva la Democrazia Cristiana, ce l’aveva il Partito Comunista, ce l’avevano i Socialisti, i Missini, i Repubblicani, i Radicali… Dio Mio, ce l’aveva persino il Partito Liberale! Dio mio, ce l’ha persino il Partito Democratico… Perché allora è così difficile da concepire che ce l’abbia Berlusconi? Così come una parte dell’elettorato ritiene che, qualunque cosa facciano, i suoi rappresentanti saranno sempre meglio – e di gran lunga – dei rappresentanti dell’altra parte, così l’altra parte pensa la stessa cosa. Esattamente la stessa cosa. Ed entrambe le parti agiscono di conseguenza, continuando a votare imperterrite come hanno sempre votato. Perché gli altri sono stupidi, noi non siamo quella roba là.

Tutta la situazione, insomma, gira attorno a questo: alla mancata assunzione di responsabilità, alla totale mancanza di autocritica. Qualunque cosa succeda, è sempre colpa di qualcun altro, è sempre colpa di una categoria di persone di cui chi parla non fa parte. Alle primarie gli altri hanno scelto il candidato sbagliato, la gente vota Berlusconi perché non si rende conto, Bersani non governa perché Grillo…, l’Italia sta con le pezze al culo perché la Germania…, l’Europa è in crisi perché l’America… Maledetti marziani!

È difficile dire se questa mancanza di autocritica sia più grave negli esponenti politici (nei quali per non è certo una novità), negli elettori o negli osservatori esterni (i giornalisti). Resta il fatto che basterebbe poco, basterebbe ammettere con se stessi che il mondo è cambiato, per rendersi conto della propria inadeguatezza. Della propria, non di quella degli altri. Ma no, come un vecchio pugile che non capisce che il momento di appendere i guantoni al chiodo è passato da un pezzo, i reduci della Prima Repubblica restano aggrappati al passato pensando che sia non solo il presente ma addirittura il futuro. E come un produttore di televisori che si ostina a realizzarli in 4:3 invece che in 16:9, non capiscono perché la gente non li compra e anzi si incazzano quando i rivenditori rispondono con una pernacchia.

E insomma, alla fine di tutta questa tiritera resta il fatto che la Sinistra ha perso le elezioni un’altra volta.  Ma io che ne so? Io non sono un elettore del PD, né lo sono mai stato. Io mi limito a osservare dall’esterno, ad ascoltare. Non prendetevela con me, quindi: se la Sinistra ha perso le elezioni non è mica colpa mia…

Alberto Cassani (6 Marzo 2013)

Questo è il mio primo e ultimo excursus nel mondo della politica. È un mondo che non mi appartiene, soprattutto dal punto di vista giornalistico, ma quando vedo persone intelligenti non accorgersi assolutamente che il mondo è cambiato, divento matto. Con la speranza che i miei genitori e i loro amici la smettano di lavare il parquet con la Rotowash…

Annunci
Categorie: Articoli, Myself, Società | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: