Cinema

Perché le donne non la devono dare


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Il nuovo ritorno di Jena Plissken


Ad Hollywood, ormai, sono più le opere non originali di quelle originali. Di conseguenza non dovremmo stupirci più di niente. Eppure, di tanto in tanto arriva una notizia che getta davvero i moviegoer più appassionati nella depressione più cupa. Variety del 13 febbraio ha dato una di queste notizie.
In coincidenza con l’ottimo esordio nelle sale statunitensi del “300” di Zack Snyder, è stato annunciato che il suo protagonista Gerard Butler vestirà i panni di Jena Plissken nel remake di “1997: Fuga da New York“.

In realtà, la faccenda appare strana perché da come la rivista ha riportato la situazione, non è chiaro chi detenga i diritti per il remake. A quanto pare, la sceneggiatura è scritta da Ken Nolan (“Black Hawk Down“) e il film sarà prodotto da Neal Moritz (“xXx“, “Stealth”, “Cambia la tua vita con un click”) ma ancora nessuna casa di produzione ha acquistato il progetto, nonostante in diverse abbiano manifestato interesse.

Variety fa notare che tutti i nomi coinvolti nella storia sono rappresentati dalla Creative Artists Agency. E’ quindi plausibile che Nolan abbia scritto la sceneggiatura ‘in proprio’, senza acquistare i diritti del film originale, e l’abbia poi passata al suo agente, il quale l’ha fatta avere ad altri due suoi clienti per realizzare un ‘pacchetto’ da mettere sul mercato, comportamento abituale in quel di Hollywood. Se fosse così, sarebbe lo Studio che acquista il pacchetto a dover poi acquistare i diritti del film originale diretto da John Carpenter nel 1981.

Anche se sarebbe bello pensare che alla fine nessuno realizzerà mai questo film, è ovvio che Gerard Butler è sulla rampa di lancio per diventare un nome veramente importante del cinema d’azione made in USA e quindi anche un progetto balzano come questo potrebbe vedere la luce. Anche perché, soprattutto ad Hollywood, when there’s a will there’s a way

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Ho voglia di te


Il che può anche essere vero, dipende da chi sei tu che mi stai leggendo… Purtroppo, però, il titolo di questo post è anche quello del seguito di “3 metri sopra il cielo“, ed è di questo film che questo post tratta.

Un film di merda, sostanzialmente. Ma è colpa nostra, è colpa mia: siamo noi che siamo “antichi” e non capiamo i ggiovani d’oggi, che non siamo in grado di comprenderne i sentimenti e i comportamenti. Può anche darsi, certo è che se io avessi una figlia o un figlio che si comportano come i personaggi del film, sai le mazzate nei denti?

Qualcuno a fine proiezione ha detto che è un film diseducativo – tutti in giro in moto col casco non allacciato, ad esempio – ma il problema vero è che è un film mediocre dal lato tecnico e imbarazzante da quello narrativo. Ai ggiovani, però, andrà benissimo lo stesso. E poi la Chiatti e la Saunders fan vedere le tette: magari c’è qualcuno che pensa basti questo e qualche frasetta da Bacio Perugina sia sufficiente per far cinema… Siam proprio antichi, noi che ci emozioniamo guardando “Baci rubati” di François Truffaut…

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Martin!


Non c’è bisogno di aggiungere altro.

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Birra!


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Notte prima degli esami oggi


Ma v’affanculo, va…

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Ogni maledetta domenica


Con qualche giorno di ritardo, per festeggiare la vittoria degli Indianapolis Colts di Peyton Manning al Super Bowl e per celebrare la bella nottata passata tra amici (e amiche) a vedere la partita, una delle scene più belle del football cinematografico di tutti i tempi.

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Fantasmagorie


Quello che segue è considerato il primo vero cartone animato della storia del cinema. Fu realizzato nel 1908 dal cinquantunenne Emile Cohl, caricaturista ex membro del movimento dell’Arte Incoerente – che si proponeva di presentare opere volutamente irrazionali e iconosclaste.

Fantasmagorie” è composto da 700 disegni che seguono la tecnica narrativa del “flusso di coscienza“, ossia la libera rappresentazione dei pensieri così come nascono nella mente umana prima di essere organizzati in frasi logiche. Un omaggio diretto proprio del movimento incoerentista.
Disegnato in maniera classica, il film sfrutta la tecnica inventata da J. Stuart Blackton e denominata “chalk-line effect“, che consiste nell’invertire la pellicola negativa in modo che i disegni sembrino disegnati con il gesso su di una lavagna.

Il titolo deriva dal “Fantasmograph“, una variante della Lanterna Magica molto popolare verso la metà del XIX° secolo che proiettava immagini fantasmatiche fluttuanti sulle pareti.

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The Aristocrats


Esiste una barzelletta che tutti i comici degli Stati Uniti conoscono, ma non raccontano mai. E’ la barzelletta più oscena e disgustosa che sia mai stata inventata: ogni tipo di perversione vi possa venire in mente, c’è.
Ma in realtà “The Aristocrats” non è altro che un canovaccio, in cui l’inizio e la fine sono fissi ma tutto quanto sta in mezzo dipende esclusivamente dalla fantasia malata del comico che la racconta. Anche la composizione della famiglia protagonista è variabile, alle volte a far da corollario c’è pure il cane di famiglia…
La cosa bella è che la barzelletta non fa ridere neanche di striscio…

Il regista Paul Provenza ha realizzato un paio d’anni fa un documentario, “The Aristocrats” appunto, in cui una marea infinita di comici made in USA raccontano la loro versione della barzelletta: 89 minuti con la stessa disgustosa barzelletta ripetura in mille modi diversi…

Quello qui sotto è il momento più divertente del film, quello in cui uno straordinario Gilbert Gottfried racconta la sua versione della barzelletta ad una festa in onore di Hugh Hefner, quel sant’uomo che ha creato “Playboy“. Ovviamente, per apprezzare lo spettacolo bisogna avere un’ottima conoscenza dell’inglese d’America…

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Golden Globes


Nella notte italiana tra il 15 e il 16 gennaio, la Hollywood Foreign Press Association ha assegnato per la 64a volta i Golden Globes in una cerimonia tenutasi presso il Beverly Hilton Hotel di Los Angeles.

Tra gli altri, è stato premiato Sacha Baron Cohen come miglior attore in un film comico grazie alla sua interpretazione in “Borat“.

Ma è stato premiato anche Hugh Laurie (per la seconda volta consecutiva) come miglior attore in una serie televisiva drammatica per la sua interpretazione in “Dr. House“.

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