Musica

I’m off to France


Taking on water,
Sailing a restless sea
From a memory,
A fantasy.
The wind carries
Into white water,
Far from the islands.
Don’t you know you’re
Never going to get to France.
Mary, Queen of Chance, will they find you?
Never going to get to France.
Could a new romance ever bind you?

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Il videoclip più geniale di tutti i tempi


Come prendere una canzone idiota e cantata pure in maniera approssimativa e renderla interessante? Ecco come:

Prima che me lo chiediate: Mayra Munoz, Ashley Schultz, Britten Kelley e Jennifer Humphrey.

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Favolosi quegli anni (3)


Per continuare il thread aperto a metà luglio e proseguito con un secondo post a inizio settembre, ecco altri cinque videoclip esemplificativi del peggio degli Anni Ottanta. Rispetto alla cinquina precendente mancano forse i grandi nomi, ma anche questi meritano di essere rivisti per poterseli dimenticare nuovamente.  Per farvi contenti, comunque, anche stavolta ho messo il botto finale.

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Borghesucci e pure fighetti


Il termine “bobos” è stato coniato dal canadese David Brooks, giornalista del New York Times che nel 2000 ha dato alle stampe il libro “Bobos in Paradise: The New Upper Class and How They Got There“. I “bobo” del titolo sono in pratica il corrispettivo anni ’90 degli yuppies del decennio precedente, una nuova classe media piuttosto borghese che non ha mai nulla da ridire contro chi comanda, che si professa apertissima nei confronti delle opinioni altrui, e soprattutto che spende e spande per oggetti esotici ma virtualmente inutili e che crede fortemente nella meritocrazia e nell’American Way of Life. Il termine nasce dalla contrazione dei termini “bourgeois” e “bohemian“, e secondo Brooks è perfetto per etichettare quelli che sono in pratica i figli di un ideale matrimonio tra l’idealismo liberale degli anni ’60 e l’edonismo reaganiano degli anni ’80. Continua a leggere

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The Best Guitar Performance Ever?


L’utente di YouTube ufkexistance non ha dubbi in proposito, ma per quanto meravigliosa sia questa esibizione di Mark Knopfler la storia del rock (e non solo) è piena di chitarristi straordinari. Non esiste un chitarrista migliore del mondo, così come non c’è un assolo migliore di tutti i tempi.

Eddie van Halen, John McLaughlin, Steve Vai, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Charlie Christian, Carlos Santana, Les Paul, Bo Diddley, Nokie Edwards, B.B. King, Steve Lukather, Duane Eddy, Stevie Ray Vaughan, Muddy Waters, lo stesso Knopfler… tutti chitarristi eccezionali, che hanno lasciato il segno spesso non solo per le loro canzoni ma anche per le innovazioni anche tecniche che hanno apportato alla musica in generale. E lo so: in questa lista manca sicuramente qualche nome importante. Dodi Battaglia dei Pooh, ad esempio… Continua a leggere

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Favolosi quegli anni (2)


Anche se a guardarmi non si direbbe, c’è stato un periodo in cui crescevo a pane e Deejay Television. Fortunatamente poi sono cresciuto davvero e ho cancellato dalla mia memoria gran parte delle porcherie cui ho dovuto assistere in quel periodo. Ma con internet, nessuna pagina della nostra vita è mai realmente perduta. Neanche le più imbarazzanti. Ecco allora una breve sequenza di scandalose apparizioni televisive risalenti agli anni Ottanta, che in molti casi accompagnano delle canzoni ancor più scandalose. Attenti, però: a fine post ho inserito anche il videoclip più bello della storia della televisione.

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Gunther touched my ta-la-la!


You tease me… oh, please me… I want you to be my love toy… come near me, don’t fear me: I just can’t enough of you, boy…

E parliamo del velato simbolismo dell’ultima sequenza, se volete… Però quello che davvero mi chiedo è…

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Favolosi quegli anni…


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The Ventures Revolution


Chi ha avuto la sfortuna di vedere il terrificante “Amazing Lives of the Fast Food Grifters” di Mamoru Oshii al Festival di Venezia 2006 e non si è addormentato prima, ha sentito il narratore dire che nella seconda metà degli anni Settanta la calata in Giappone della band statunitense dei Ventures ha rivoluzionato la musica nipponica.
I Ventures sono stati uno dei più apprezzati combo degli anni Sessanta – ossia un quartetto composto da due chitarre soliste, un basso e una batteria, senza tastiere né voce. La loro musica – a tratti commerciale, a tratti sperimentale, sempre tecnicamente eccellente – ha influenzato gente come gli Who, Gene Simmons, George Harrison, Peter Frampton, Max Weinberg, Aerosmith, Steely Dan, Eagles
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E sempre a proposito di Super Bowl…


Nel 2004 c’era stato il famoso “wardrobe malfunction” di Janet Jackson, che aveva portato la rete televisiva che ha trasmesso la partita a pagare una multa salatissima e MTV – che organizzava lo show – ad essere estromessa per sempre dal Super Bowl.
Negli anni successivi, quasi a voler prendere le distanze da quell’episodio, la NFL ha fatto esibire in sequenza ottuagenari del calibro di Paul McCartney, Rolling Stones, e quest’anno Prince.

Purtroppo per la NFL, qualcuno ha avuto da ridire sull’esibizione del genio di Minneapolis. Secondo certa gentaglia malpensante, la parte in cui Prince appariva in forma di ombra cinese aveva dei chiari richiami sessuali, ma il portavoce della lega Greg Aiello ha dichiarato che “ci vuole un grande sforzo di immaginazione per far polemica su una performance come questa. It’s a guitar…”

Clearly a guitar…

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