Società

Benvenuti nel XXI Secolo


E così, la Sinistra ha perso le elezioni. Un’altra volta. Ma come diavolo è possibile? Be’, a dir la verità se lo chiedete a Bersani vi dirà che in realtà hanno vinto loro, ma se lo chiedete a un suo elettore che cosa vi risponderà? Perché hanno perso? Ci sono buone se non ottime possibilità che la risposta giri intorno al concetto che «la gente è stupida». “La gente”, beninteso, non comprende mai la persona cui avete posto la domanda. Questa è la ragione principale per cui la Sinistra ha perso. Non il fatto che la gente sia stupida, ma che «la gente è stupida». È questo implicito concetto di superiorità, comune agli elettori come anche agli esponenti della Sinistra (e non solo) italiana della Seconda Repubblica, che ha impedito loro di fare anche solo il minimo indispensabile per vincere. Continua a leggere

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Mi chiamo Samuel


«Ma tu perché sei nero?»
Il bambino è carino e mi chiede questo, proprio questo. Sto registrando un programma televisivo per i ragazzi e lui è tra il pubblico, a pochi centimetri da me. Forse sono un suo eroe. Mi ha detto che è tifoso dell’Inter. Sicuramente mi vuole bene. Mi guarda e aspetta una risposta.
«Ma tu perché sei nero?»

Il problema è che non so cosa rispondere. Quella domanda mi spiazza. «Sono nero come tu sei bianco. Perché i miei genitori sono neri e io sono nato da loro. Un giorno magari nella tua famiglia ci sarà qualcuno come me. Comunque sia, il mondo è soltanto uno.»
Questo avrei dovuto dirgli, invece ho fatto un sorriso un po’ ebete, spiazzato, come molti portieri di fronte a un mio tiro. Il razzismo per me è solo ignoranza. Nel senso vero della parola.
Mi ricordo molti anni fa che in qualche piccolo villaggio della Spagna, dove non c’era stata immigrazione, i bambini si avvicinavano e ti sfioravano la pelle. Incuriositi e al tempo stesso impauriti da qualcosa che non conoscevano. Sarà stato il sole? O il fuoco? Ti sei abbronzato troppo…?
Per questo è importante spiegare, conoscere, viaggiare. Grazie al calcio non ho avuto solo la fortuna di diventare ricco e famoso, ma soprattutto quella di girare il mondo e imparare lingue che prima non conoscevo. Oggi parlo doualese (le persone del resto del Camerun non capiscono una parola…), camerunese, francese e spagnolo. In italiano e pure in inglese mi difendo. Quando smetterò di giocare potrei aprire un’agenzia di traduzioni… Grazie al calcio ho avuto gioie pazzesche. Però ho sentito pure un sacco di “buuu” che non avevano proprio senso.
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