Myself

I’m off to France


Taking on water,
Sailing a restless sea
From a memory,
A fantasy.
The wind carries
Into white water,
Far from the islands.
Don’t you know you’re
Never going to get to France.
Mary, Queen of Chance, will they find you?
Never going to get to France.
Could a new romance ever bind you?

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Benvenuti nel XXI Secolo


E così, la Sinistra ha perso le elezioni. Un’altra volta. Ma come diavolo è possibile? Be’, a dir la verità se lo chiedete a Bersani vi dirà che in realtà hanno vinto loro, ma se lo chiedete a un suo elettore che cosa vi risponderà? Perché hanno perso? Ci sono buone se non ottime possibilità che la risposta giri intorno al concetto che «la gente è stupida». “La gente”, beninteso, non comprende mai la persona cui avete posto la domanda. Questa è la ragione principale per cui la Sinistra ha perso. Non il fatto che la gente sia stupida, ma che «la gente è stupida». È questo implicito concetto di superiorità, comune agli elettori come anche agli esponenti della Sinistra (e non solo) italiana della Seconda Repubblica, che ha impedito loro di fare anche solo il minimo indispensabile per vincere. Continua a leggere

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Angolo cottura


Sapevo che alla fine l’avrei fatto. L’ho sempre saputo. Anche quando ho rifiutato la prima volta, sapevo che in un futuro non troppo lontano ci sarei cascato. Quando Davide Barzi mi ha inserito nella catena di Sant’Antonio dei post che illustrano l’ufficio in cui si lavora, mi sono messo subito a pensare a come rendere il mio angolo di lavoro più fotogenico, anche se all’inizio ho svicolato la gentile richiesta. Alla fine mi sono arreso all’evidenza: mi tocca. Però a voi toccano delle foto orrende… Ma comunque, essendo io ancora nel fiore degli anni, vivo in casa coi miei genitori e per diversi motivi non ho più che un angolino nella mia camera da letto, per lavorare. Tanto il lavoro vero lo faccio con la testa, e lì dentro di spazio ce n’è a volontà… Continua a leggere

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It’s a lonely life… in a brand new place


Visto che l’amico-schiavista Davide Barzi si è pubblicamente lamentato che è da tanto che non aggiorno questo blog (è vero, ma comunque il Barzi ha sempre torto, per definizione), eccomi qui pronto e attivo, massiccio e incazzato, a buttare giù un post veloce e quindi a costruire in quattro e quattr’otto una nuova sede per il mio blog. Ma non il tipo di post che si aspettava lui. Il Barzi, infatti, mi aveva sfidato a proseguire la terribile catena iniziata da Fabrizio Lo Bianco e perpetrata da Daniele Statella e dallo stesso Barzi di pubblicare foto e descrizione del proprio angolo-lavoro. Ma io un minimo di pudore ce l’ho ancora nonostante la figuraccia della Francia agli Europei e non lo faccio. Almeno per ora. Sentendomi però punto nel vivo, rispondo al buon Barzi con un post che gli toglierà il sonno almeno fino a quando non gli consegnerò le due pagine per il catalogo del Festival di DervioContinua a leggere

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My Life in Pictures (2)


Ok, è comodo dire di assomigliare al personaggio più figo della storia della televisione. E’ molto comodo, ma anche molto rischioso, perché è molto facile che chi legge mandi a cagare chi scrive… Però, nel mio caso è anche molto vero.

Il dottor Gregory House è uno “contro” per definizione, ma non per vocazione. In realtà il dottor House se ne frega degli altri, di tutti gli altri, e fa come gli pare. Io pure. O meglio: me ne frego di quello che pensano gli altri, chiunque siano “gli altri”. Me ne frego se gli altri approvano o meno quello che faccio, lo faccio e basta perché è la mia, di vita, e nessuno ha diritto di dirmi come viverla. Se vado seguendo la corrente, bene; se vado contro corrente, bene ugualmente: non è l’approvazione degli altri quella che cerco, e in realtà quando la trovo non so mai come reagire.
Il dottor House preferisce non avere a che fare con gli altri, preferisce starsene per conto proprio ma non riesce mai ad avere un momento di privacy anche se per stare da solo si nasconde spesso nei luoghi più improbabili del Princeton-Plainsboro Teaching Hospital. Io pure. A me piace molto starmene da solo a pensare senza avere a che fare con gli altri, ma alla fine ho sempre mille persone che mi girano intorno. E purtroppo, ho un solo luogo in cui nascondermi quando voglio andare in camera di decompressione.
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My Life in Pictures (1)


Scotty Pelk fa il commesso in una videoteca di Portland, è socialmente inetto ma ha una conoscenza enciclopedica di tutta la storia del cinema. Tanto che non è capace di noleggiare un film se pensa che il cliente stia sbagliando scelta, tanto da arrabbiarsi se i colleghi insistono nel mettere “La Cosa” di John Carpenter tra gli horror invece che nella fantascienza, tanto che alla fine lo licenziano per eccessivo sfrugugliamento di coglioni.
Scotty ha un sito internet, scottysfilmpage.com, che non ha però nessun visitatore nonostante tutti i suoi illuminanti saggi sul cinema. La vita la passa tra la ricerca di un’altra videoteca che lo assuma e una sega sparata pensando alla vicina di casa.
Un giorno Scotty incontra Niko, una ragazza piuttosto scatenata che gli insegna una cosa o due sulla vita e sull’amore. E mentre il Primo Grande Amore di Scotty si trasforma in ossessione, la sua vita inizia a cambiare profondamente…

Film Geek” è un film indipendente diretto nel 2005 da James Westby e interpretato da Melik Malkasian. Presentato e premiato in diversi piccoli Festival statunitensi, non ha mai avuto una distribuzione cinematografica vera e propria. E’ però uscito in dvd e si trova facilmente nei canali alternativi.

Il film non è stratosferico ma è divertente, soprattutto – ovviamente – se siete appassionati di cinema e avete quel nonsoché di geek dentro di voi.
Westby non sembra essere un gran regista, ma forse è colpa del budget ridicolo, e si fatica a immaginare Malkasian in un ruolo diverso da questo, eppure non si può non farsi prendere dal mondo che ci raccontano, nonostante sia chiaramente esagerato a più non posso.

Scotty è simpatico, anche se stupidotto (o forse lo è proprio per questo). Non è mai irritante ai nostri occhi, anzi è divertente sentirlo parlare di cinema, anche se è facile capire come possa irritare gli altri personaggi. Ci fa un po’ tenerezza per il modo in cui vive la propria vita, ma ne capiamo la passione e l’ingenuità, come ne capiamo la travolgente passione per Niko: una ragazza bellissima, al lato opposto dell’universo rispetto a lui e anche per questo per lui estremamente interessante. Una donna con la quale non avrebbe mai neanche mezza chance, in un mondo normale… Ma quello in cui vivono i film geek non è un mondo normale, e allora vien quasi da pensare che una storia tra Scotty e Niko potrebbe anche funzionare, potrebbe portare qualcosa di buono a entrambi… E vien quasi da pensare che la conoscenza che del cinema ha Scotty verrà prima o poi premiata… Ma “Film Geek” è una commedia, non un film di fantascienza, e a Scotty non resta altro che sedersi davanti al computer e scrivere un altro saggio, guardando sconsolato il contatore delle visite ancora fermo a zero…

Sì, insomma: Scotty Pelk sono io, solo un po’ meno sfigato e senza la vicina di casa figa.

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